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Itinerari letterari
Una rubrica volta a rivisitare il nostro territorio attraverso la letteratura, alla scoperta degli scrittori che più lo hanno amato
Il codice Da Vinci

...Quella notte, mesi prima, quando la Fiat aveva lasciato l'aeroporto, Aringarosa (n.d.r. nel romanzo Manuel Aringarosa è un vescovo esponente dell'Opus Dei fondato da Josmarìa Escrivà.) aveva visto con sorpresa che non si dirigevano al Vaticano ma a est, lungo una strada di montagna. "Dove andiamo?" aveva chiesto all'autista. "Nei Colli Albani" gli aveva risposto l'uomo. "Il suo appuntamento è a Castel Gandolfo."
"La residenza estiva del Papa?" Aringarosa non c'era mai stato e non sentiva il desiderio di vederla. Oltre a essere la residenza estiva dei papi. [...]

(tratto da Il codice da Vinci di Dan Brown, MIlano, Mondadori, 2003) [ dettagli ]

Viaggio in Italia

... Ma la plaga tradizionale della festa romana, la zona bacchica, signorile e popolare insieme, …è quella detta dei Castelli, con il suo rondò di borghi, da Marino a Castelgandolfo, ad Albano, a Genzano, da Frascati a Rocca di Papa, ed a Nemi fino a Velletri. La faccia festaiola del Lazio, …si palesa nei luoghi dove sono fitte le vigne. Qui nascono i vini più noti, grazie ad un terreno vulcanico e pregno di sostanze minerali diverse, che accentuano ed esaltano il sapore d'ogni prodotto, e quasi vi introducono da luogo a luogo una diversa vena. [...]

(tratto dal volume di Guido Piovene scritto nel 1957 dal titolo Viaggio in Italia) [ dettagli ]

Marino: 6 e 25 nell'orologio della torre

[…] Il ventitré marzo, dunque, nella caserma dei Reali, a Marino. Levatosi a notte, disceso a bruzzico, un milite attendeva nel cortile. Il Pestalozzi apparve, scura persona, da sotto il volto: camminò alla macchina: si distingueva la bandoliera, bianca, a rilevare la speditezza degli atti in un elegante apparato d’autorità. Poche parole al subalterno, breve ispezione alla bestia inzaccherata fino al muso. [...]

(tratto da: Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Carlo Emilio Gadda, Milano, Garzanti, 1958)
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I ragazzini di Ariccia si divertivano tantissimo ...

(p. 52)…Kirk Kilgour era chiamato l'Angelo Biondo perché quando andava in battuta lo faceva con un salto talmente spettacolare da sembrare per un istante che stesse volando. Senz'ombra di dubbio, era l'idolo della nascente pallavolo professionista italiana degli anni settanta. Per vederlo giocare nella sua squadra di Ariccia, nella zona dei Castelli Romani, gli appassionati lo seguivano come facevano i topi con il pifferaio di Hamelin. Grazie a lui, l'americano d'oro, la sua squadra vinse il campionato italiano del 1975.

(Tratto da: Elogio dell'allegria,di Paolo Gomez Borreo,, Pratiche Editrice, 2002) [ dettagli ]

 

L’avventura del pittore

Di professione faccio il pittore di soggetti storici e per un po’ di tempo ho risieduto presso la famiglia di un principe straniero, nella sua villa a circa quindici miglia da Roma, fra gli scenari più interessanti d’Italia. La dimora è situata sulle alture dell’antica Tuscolo. Nei paraggi vi sono le ville dirute di Cicerone, di Silla, di Lucullo, di Ruffino e di altri romani illustri che, di tanto in tanto, cercavano qui rifugio dalle loro fatiche, in seno a un riposo dolce e quieto.[ dettagli]

(tratto da Storie di briganti italiani di Washington Irving, Palermo, Sellerio, 1989)

Le strade sono quelle in cui sono cresciuta, che ho calpestato fin da piccola…

Che dire di un romanzo del quale hanno scritto positivamente autorevolissime voci della critica letteraria italiana, filosofi, scrittori e poeti? Che altro aggiungere su un libro tradotto in molteplici lingue e conosciuto in tutto il mondo? Perché farsi coraggio e scrivere pur intuendo che la mia voce non è pari alla voce di scrittori e critici tanto famosi quanto accreditati? Perché anch'io come Onorati scrivo ma soprattutto "leggo" dal di dentro, perché sono cresciuta ad Albano negli anni sessanta e perché ho ricordi nitidi, benché fossi solo una bambina, di mio nonno all'osteria che trangugiava il suo mezzo litro insieme agli amici e partecipava alla "sagra" quotidiana, quella ritualità che non aveva consapevolezza di mettere in atto, a quel ludibrio che dà il vino, la natura stessa dei Castelli Romani…[ dettagli ]

(tratto da Storie di briganti italiani di Washington Irving, Palermo, Sellerio, 1989)

La vendemmia

Che dire di un romanzo del quale hanno scritto positivamente autorevolissime voci della critica letteraria italiana, filosofi, scrittori e poeti? Che altro aggiungere su un libro tradotto in molteplici lingue e conosciuto in tutto il mondo? Perché farsi coraggio e scrivere pur intuendo che la mia voce non è pari alla voce di scrittori e critici tanto famosi quanto accreditati? Perché anch'io come Onorati scrivo ma soprattutto "leggo" dal di dentro, perché sono cresciuta ad Albano negli anni sessanta e perché ho ricordi nitidi, benché fossi solo una bambina, di mio nonno all'osteria che trangugiava il suo mezzo litro insieme agli amici e partecipava alla "sagra" quotidiana, quella ritualità che non aveva consapevolezza di mettere in atto, a quel ludibrio che dà il vino, la natura stessa dei Castelli Romani…[ dettagli ]

(tratto da Storie di briganti italiani di Washington Irving, Palermo, Sellerio, 1989)

Gabriele D’Annunzio e i Castelli della memoria

Sull’onda del ricordo della sua tormentosa relazione con Barbara Leoni, Gabriele D’Annunzio sceglie i Castelli Romani come meta d’amore per Ippolita e Giorgio, gli amanti, protagonisti del romanzo Trionfo della morte. La coppia si accinge a festeggiare il secondo anniversario del primo incontro avvenuto in primavera .
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