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Maxence Fermine
Il violino nero
Milano, Bompiani, 2001

Di una favola si tratta, senza dubbio, la storia del violino nero. Ma le favole si sa provengono dalla fantasia e dall’immaginazione di qualche scrittore che sta certamente sognando, ma che cosa sono i sogni se non frammenti raccolti dalla realtà?La favola ha tre protagonisti un violinista dal talento naturale ed eccezionale, un liutaio che uscito dall’officina del grande Stradivari, supera il maestro e una fanciulla la cui voce è sublime quanto il canto delle sirene.
La favola si svolge a Venezia, una città la cui magia ferma il tempo, rallenta i ritmi, placa i suoni, prolunga i silenzi…e finalmente lascia che la musica invada le calli, i canaletti, i ponticelli, i palazzi.
Il violino nero è una favola sulla musica e la prosa di Maxence Fermine è sonora. 

di Loredana Massaro dal viv@voce n° 26 novembre 2003 [dettaglio ]

 

 

Silvana Grasso
La pupa di zucchero
Milano, Rizzoli, 2001

La storia di questo libro ruota intorno ad una tonnara, fonte e ragione di vita per il Cavaliere Branciforti.
La vicenda della famiglia Branciforti è una lotta fra speranze e delusioni, fra asprezze e debolezze caratteriali, tra una bruciante passione e un disinteresse disfattista, tra la coerenza logica e la fatalità di un destino che si befferà del Cavaliere, tra lo sconforto per gli opposti interessi del nipote Pietro (suo erede che odia la sanguinosa tragedia che avviene nella tonnara) e la gelosia per un figlio non riconosciuto e mai amato ma che incarna i suoi ideali. Infatti il ragazzo adora l'odore del sangue che si sprigiona nell'epica lotta che si svolge nella mattanza..

di Anna Maria Bombelli dal viv@voce n° 26 novembre 2003 [dettaglio ]

 

Carla Urban
Paola Di Mauro
Veronelli, 2003

La pubblicazione, in veste sobria ed elegante, presenta, attraverso una prosa essenziale, l’immagine di una donna combattiva, appassionata e tenacemente vincolata ai valori della buona terra, della buona cucina, ai valori della cultura contadina.
Si coglie nelle pagine del libro una interna sinergia tra queste due figure: da un lato l’autrice Carla Urban che con sicuro fiuto giornalistico va incontro a personaggi che hanno fatto della qualità della vita un punto essenziale della propria esistenza ricercata nella vita semplice a contatto con la natura; dall’altro, la protagonista del libro Paola Di Mauro, che riesce a coniugare una attività commerciale ben avviata con la produzione del vino. [ ...]

di Maria Angela Nocenzi dal viv@voce n° 26 novembre 2003 [dettaglio ]

 

Fabio Cappelli
Diventare giovani : come aggiungere vita agli anni e anni alla vita
Roma, Edizioni Mediterranee, 2001

Ed ecco un libro per tutti ma in questo caso quando si dice tutti si intende proprio tutta l’umanità.
Perché ditemi voi chi non ha sognato per un attimo di fermare il tempo, chi non ha desiderato almeno una volta nella vita che quell’elisir di giovinezza esistesse veramente, chi di voi non vorrebbe che la saggezza e l’esperienza messe insieme dagli anni e dalla vita, convivessero con una mente sveglia e attiva e un corpo agile e giovane ? [...]

di Loredana Massaro dal viv@voce n° 25 ottobre 2003 [dettaglio ]

 

Fo, Dario
Il paese dei Mezarat: i miei primi sette anni (e qualcuno in più)
Feltrinelli, 2002

Dal prologo:
dice Bettelheim, studioso del comportamento umano, “di un uomo basta che mi diate i primi sette anni della sua vita, lì c’è tutto, il resto tenetevelo pure”. Questa affermazione ci permette di capire l’importanza che ha per lo scrittore Dario Fo la sua prima infanzia, i cui episodi, amicizie, influenzeranno in maniera profonda il suo futuro di attore, d’autore e capocomico. Figlio di un modesto capostazione, l’autore nasce a San Giano. Il padre spesso è trasferito in stazioni modeste, tutte situate sul lago Maggiore, questo continuo girovagare permette a Fo di conoscere luoghi nuovi, fare continue amicizie, varie esperienze, venire a contatto di diverse realtà, di persone modeste ma di infinita saggezza e di capacità narrative non indifferenti...

di Anna Maria Bombelli dal viv@voce n° 24 settembre 2003 [dettaglio ]

 

Dell'Erba, Gaetano
Il libro delle spossatezze
Firenze, Clinamen, 2003

Lo scrittore Gaetano Dell'Erba è uno psichiatra, dal 1996 agli inizi del 2003 primario presso il Centro di Salute Mentale della Asl di Genzano di Roma. Lascia con questo libro ai suoi pazienti dei Castelli Romani un dono bellissimo e graditissimo e i doni si sa, antropologicamente parlando, sono simboli per restare in relazione con gli altri.
Una prosa asciutta, lucida, razionale capace di spiegare con precisione il susseguirsi degli eventi ma capace anche di momenti più rari di lirismo, pacatezza, distensione, momenti preziosi che lasciano spazio all'accorata ricerca di Dell'Erba di una giustizia sociale in un campo dove mai sarà del tutto appagata...

di Loredana Massaro dal viv@voce n° 23 luglio/agosto2003 [dettaglio ]

 

Link, Charlotte
La donna delle rose
Corbaccio 2003

Beatrce Soye, inglese, vive in una vecchia villa Le Variouf nell'isola di Guernsey nella Manica, divide la sua casa con Helene Feldmann vedova di un ufficiale tedesco che durante l'occupazione, nella seconda guerra mondiale, soggiornò nella villa di Beatrice, allora bambina. Beatrice è legata da un rapporto d'amore ed odio verso Helene, e si intuisce fin dalle prime righe che un segreto lega le due donne permettendo loro di sopportarsi a vicenda e di dividere una vita che Beatrice, a detta di molti, mal sopporta. A loro si unisce una pensionante tedesca, Franca Palmer, depressa e spesso in preda a crisi di panico, che in quell'isola selvaggia e bellissima ritrova il gusto di vivere e la speranza di un futuro migliore...

di Anna Maria Bombelli dal viv@voce n° 22 giugno 2003 [dettaglio ]

 

Lucci, Enrico
Tutto può ancora accadere (aspettando Tony Randine)
Mondadori, 2003

Adelmo è un uomo alla moda, frequenta i locali alla moda del centro, partecipa a feste alla moda, parla di Milano moda. E' un frequentatore assiduo di aeroporti dai quali parte e ritorna senza sosta per mete alla moda. Veste alla moda e purtroppo "pensa e vive" alla moda. L'amore non è contemplato nella sua vita, forse perché non va di moda, si lascia alle spalle una schiera di ex fidanzate con le quali ha intrattenuto relazioni più che altro di natura sessuale. Tutte sono state lasciate lì su due piedi per una banalità qualunque, una di queste addirittura in pieno deserto.
Adelmo probabilmente si occupa di spettacolo perché se scrive di lavoro cita solo film e spettacoli teatrali che non si faranno mai...


di Loredana Massaro dal viv@voce n° 21 maggio 2003 [dettaglio ]

 

Iyer, Pico
C'era una volta l'Oriente
Neri Pozza 2000

E' un libro che delinea in modo chiaro l'aspetto di alcuni paesi dell'oriente negli anni '80. Molti di noi hanno un'idea quasi magica della sua bellezza, della solitudine vellutata, della sua religiosità profonda e sacra, delle sue usanze lievi e sottili così lontane dal nostro modo di vedere. Dalla descrizione dei viaggi dell'autore, come ci appare l'oriente e la sua gente? Pico Iyer ci offre un panorama di un popolo che sta assorbendo usi, costumi, modi di vivere, di pensare, di parlare del nostro mondo, città invase da bar famosi dove si cerca amore a pagamento, adorazione per film violenti dove si celebra solo il massacro e la forza bruta, desiderio sfrenato del possesso di prodotti occidentali, della lingua, antiche città come Dempasar, Ihasa, Djakarta, Pechino, Bombay trasformate in fantasmi di città occidentali, con le loro luci abbaglianti, profuse di musica straniera assordante gettata...

di Anna Maria Bombelli dal viv@voce n° 21 maggio 2003 [dettaglio ]

 

Morletti, Nicla
Cantico d'amore
BASTOGI, 2003

Una nota di Mario Luzi apre il libro, che prende le mosse dal "Cantico dei Cantici". Nicla Morletti assorbe le atmosfere del testo biblico, ma vi infonde una malinconia tutta moderna che il grande poemetto antico non conosceva. Un uomo e una donna si parlano e si invocano nell'incanto d'amore, con passione, tenerezza, sogno e timore per la precarietà di questo dio strano e talvolta crudele. La natura descritta nelle pagine della Morletti è di una bellezza struggente, d'una lievità aerea, quasi a significare la fragilità fascinosa del rapporto fra amanti, la gioia fuggente, la paura della perdita, la dolorosa poesia dei contrasti e la luce della speranza...

di A. O. dal viv@voce n° 21 maggio 2003 [dettaglio ]

 
 
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