| Storia
Castelli romani
Con
il nome di "Castelli Romani"
si indica comunemente una serie di cittadine a sud-est
di Roma, la maggior parte delle quali sorge su alture
note sin dalla antichità come Colli Albani. Tuttora
incerta è l'origine della loro denominazione:
nei primi dell'Ottocento venivano genericamente definiti
"campagna di Roma", oppure
Colli Albani.
Nel 1879 compare, per la prima volta, senza alcuna spiegazione,
il nome di Castelli Romani. La denominazione però
era già affermata nel linguaggio popolare da
tempo abbastanza remoto. Dal punto di vista geologico
i Castelli Romani presentano caratteristiche comuni
in tutte le zone, e vengono considerati appartenenti
al gruppo vulcanico denominato Vulcano Laziale. Sono
perciò il risultato di complessi fenomeni vulcanici
avvenuti durante il Quaternario: si ebbero quattro periodi
eruttivi che diedero luogo ad un enorme cratere che
attualmente costituisce l'orlo esterno del gruppo. Dall'estinzione
di due vulcani di tale gruppo ebbero poi origine il
lago di Nemi e quello di Albano.
In età preromana alcune popolazioni
latine si insediarono stabilmente in quei luoghi. Su questa
scelta influirono sia la posizione strategica, sia il
clima, sia la vegetazione circostante in netto contrasto
con la prespicente pianura resa malsana da paludi ed acquitrini.
Le comunità laziali dapprima in lotta con Roma
entrarono gradualmente a far parte della sua vita economica,
politica e sociale.
Nell'ultimo
periodo delletà repubblicana i Romani più
abbienti cominciarono a villeggiare sui Colli Albani e
costruire ville, spinti dal piacere intellettuale e dal
desiderio di manifestare, attraverso costruzioni talvolta
grandiose, il proprio gusto, la propria raffinatezza,
la propria cultura, se non soprattutto la propria potenza
economica. Nell'Alto Medioevo enfiteuti ed affittuari
di possedimenti appartenuti alla Chiesa tendono a liberarsi
dallautorità centrale. Nel XV secolo i castelli
dei feudatari si trasformarono in comuni; questo può
considerarsi l'atto di nascita dei Castelli Romani.
Nel Cinquecento le maggiori famiglie romane
scelsero nuovamente i Castelli Romani come residenza estiva,
favorendo cosi lo sviluppo edilizio di questi paesi ed
il sorgere di un complesso di ville di notevole importanza
storica ed artistica, e la costruzione di abbazie, santuari
e cenobi, che cercava di riportare quei possedimenti sotto
il suo dominio. Ai primi del XIX secolo il sistema feudale
era definitivamente tramontato e la vita nei Castelli
Romani si evolse a seconda delle riforme attuate dai Pontefici,
a partire da Pio VII fino a Leone XII e Gregorio XVI.
I Castelli Romani in questo periodo ebbero una funzione
chiave per il controllo del Lazio Meridionale.
La loro importanza strategica si accentuò
in seguito, poiché i colli sopra i quali i paesi
sorgevano costituivano una sorta di baluardo nel complesso
viario che dallo Stato Pontificio si diramava fino al
Regno di Napoli. I Castelli Romani in tempi più
recenti sono stati teatro di aspri combattimenti, costituendo
nel 1944 un avamposto militare, la cosiddetta "linea
dei Colli Albani", che ebbe notevole importanza per
la liberazione di Roma.
|