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Il Consorzio > Storia
1985-2006 - Sistema Biblioetacrio Castelli Romani. Storia una esperienza di cooperazione
 

1985 Nasce un'idea. Sette biblioteche civiche dei Castelli Romani, sollecitate dalla rivoluzione che di lì a poco le nuove tecnologie avrebbero prodotto, cambiando il volto delle biblioteche, dei bibliotecari, e ridefinendo ruoli e rapporti tra i mezzi di comunicazione, propongono di organizzare un momento di riflessione collettiva intorno al libro nell'era dell'informatica. Dal Convegno Nazionale“Il libro nella pancia del video”, nasce l'idea di costruire una rete di servizi bibliotecari che abbracci l'intero territorio dei Castelli Romani.

1991 Si costituisce il Sistema Bibliotecario Castelli Romani. Viene siglata la Convenzione che dà vita al Sistema Bibliotecario Castelli Romani tra gli Enti locali dell’area E' la prima nella Regione Lazio stipulata ai sensi dell'art.24 della Legge 142/90.
La nuova legge sulle Autonomie locali viene in soccorso dei Comuni alla ricerca di strumenti normativi che sostengano l'istanza di cooperazione. Si avvia il catalogo collettivo del sistema secondo un'architettura di rete che fin dal suo incipit viene concepita e progettata on line, tenendo costantemente sotto monitoraggio soluzioni tecniche e progressi della telematica. Si avvia il processo di specializzazione delle raccolte, con l'idea di farle crescere in modo organico, come se si trattasse di una sola biblioteca.
 
1995 Il sistema bibliotecario è al suo battesimo ufficiale a livello nazionale. E' presente alla Fiera Internazionale del Libro per l'Infanzia con le proprie pubblicazioni, frutto del lavoro dei Centri di Documentazione cresciuti nei 4 anni passati. Nel corso degli anni progressi e limiti della cooperazione vengono attentamente monitorati alla ricerca di soluzioni istituzionali che possano far fare un salto di qualità al percorso associativo avviato nell'85.

1997. Si ritiene maturo il momento per cambiare la forma associativa. Nasce, il 31 luglio, ai sensi dell'art.25 della Legge 142/90, il Consorzio S.B.C.R che raccoglie già nel 1998 11 Comuni dei Castelli Romani (oggi diventati 16).

2000. Il Consorzio coglie un primo importante risultato per la stabilità e il futuro  dell’Ente: assume a tempo indeterminato gli operatori che aveva impiegato attraverso i Cantieri Scuola Lavoro (L.R. 29/96) nel triennio precedente. In poco tempo tra assunzioni e collaborazioni esterne,  intorno all’attività del sistema bibliotecario operano circa 60 unità lavorative con professionalità diverse
Nello stesso anno   il Consorzio candida l’intero territorio dei Castelli Romani ad area di programmazione integrata ai sensi della L.R.40/99. E la prima volta che un Consorzio di servizi culturali viene scelto dai Comuni per gestire un percorso condiviso di sviluppo locale.

2003-2004 Lo sviluppo quantitativo della struttura e i nuovi impegni assunti nei confronti dei soci, relativamente all’istanza presentata per l’area integrata, impone nel febbraio 2003 l’avvio del Progetto di riorganizzazione dei servizi del Sistema Bibliotecario, volto alla certificazione di qualità del Consorzio.
Da ottobre 2003 a gennaio 2004 i bibliotecari scavano e rivisitano tutte le loro cognizioni e convinzioni in materia di biblioteche; e giungono così a ridefinire la loro stessa ragione di esistere (la mission della biblioteca pubblica), la loro proiezione nel futuro (la vision) ed in base a questo si accingono a mettere in atto tutti gli interventi per rispondere a quanto nella mission e nella vision viene asserito.

Mission della biblioteca: Contribuire all'autosviluppo degli individui e delle organizzazione e istituzioni locali, attraverso l'erogazione di servizi che permettano l'accesso facilitato all' informazione, alla conoscenza e alle opere creative, secondo i bisogni reali del territorio, mediando tra il "il locale" e il "globale" e tra il "globale" e il "il locale".
Vision della biblioteca: Costituire un esempio efficace di "biblioteca estesa" rappresentando uno degli attori fondamentali del territorio, come anello peculiare della catena produttiva locale, costituita da pubblica amministrazione, imprese, sistema formativo scolastico/universitario, ricerca e sanità locali.

Mission del consorzio: Consentire alle singole biblioteche di svolgere il proprio ruolo, valorizzandone le specificità, attraverso la realizzazione di un sistema che ne aumenti la visibilità e l'impatto sul territorio, gli permetta di ottenere e ottimizzare risorse, di sviluppare e di gestire infrastrutture e di accrescere e trasferire know-how.
Vision del consorzio: Costituire per gli enti locali del territorio dei Castelli Romani uno strumento efficace di gestione associata dei servizi, tale da favorire la nascita e il consolidarsi anche di altri processi di cooperazione intercomunale. Essere per la singola biblioteca elemento fondamentale per il funzionamento e lo sviluppo dei servizi e delle attività, nonché palestra di formazione e aggiornamento professionale; essere nel panorama delle biblioteche italiane punto di riferimento per il confronto delle esperienze, per l'innovazione tecnologica, biblioteconomica e istituzionale. Essere per i propri dipendenti un ambiente ideale per la crescita professionale, per lo sviluppo dei loro talenti, garantendo una situazione di tranquillità emotiva ed economica

2004-2005. Si manifestano una serie di coincidenze positive per il territorio dei Castelli Romani, che vedono protagonista il Consorzio delle biblioteche. La Regione Lazio accoglie l’istanza sull’area integrata e ne promuove la candidatura, la Provincia di Roma guarda al territorio dei Castelli come ad un potenziale distretto culturale e  alla stessa conclusione perviene uno studio della Filas finanziato dal FESR all’interno del Progetto Inn Governance “Creazione di uno strumento di governance per la gestione delle politiche sull’innovazione della Regione Lazio” Inoltre la Provincia di Roma individua nel Consorzio SBCR il soggetto territoriale cui fare riferimento per gli interventi da sostenere a favore del nascente distretto culturale.

2006 Il Consorzio SBCR, forte della sua nuova mission, sostenuta da una serie di azioni  (lancio della Bibliopiù, la carta delle biblioteche,  restyling del vivavoce, da giornale delle biblioteche a magazine culturale d’area, incontri formativi rivolti al mondo dell’impresa, virtual reference service per l’associazionismo no profit, ), volte ad allargare la rete di relazioni con la società civile e produttiva,  si trova ad essere parte di una rete più larga le cui maglie cominciano a prendere una nuova forma ed ad assumere nuovi contenuti.
Imparare a fare rete per liberare risorse è la filosofia proposta dal Consorzio ai partner, sulla base dell’esperienza maturata, per realizzare l’ambizioso progetto di rilanciare l’economia dell’area facendo leva sulla cultura.
Un progetto per il quale tutti concordano sia necessario far emergere con forza l’identità dei luoghi, preservandone e valorizzandone la storia, la cultura, le conoscenze, i saperi diffusi, materia prima indispensabile per creare quel valore aggiunto di carattere simbolico che può rendere appetibili e concorrenziali i prodotti in un mondo globalizzato.
Il risultato più importante di questi mesi di lavoro sta nell’aver fatto incontrare e discutere chi (Regione e Provincia), per vie  diverse, va proponendo per il territorio dei Castelli modelli di sviluppo distrettuale,  con gli amministratori locali, che per proprio conto, hanno già formulato, nell’ambito dei piani d’area, una proposta di sviluppo territoriale basata sull’asse cultura ambiente e turismo.
Le maglie della rete istituzionale sembrano dunque prendere ordine, disegnare una trama leggibile, attribuendo ruoli e compiti sussidiari al fine di facilitare la costruzione di relazioni sempre più strette tra i diversi settori della società, che dalla reciproca valorizzazione traggano vantaggio e mettano a frutto risorse e competenze.

Una fase questa che potremmo definire di apertura a 360 gradi, che permetta al territorio di conoscersi meglio e di prendere coscienza di sé, perché più ampia e articolata sarà la rete, più opportunità e occasioni di sviluppo e di crescita si offriranno a cittadini e imprese  i quali  usando, gestendo, sviluppando cultura, impareranno a costruire significati condivisi, a dare senso all’agire collettivo per segnare con un tratto distintivo il territorio, renderlo competitivo e garantirgli sviluppo e sostenibilità.

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