Fare rete per liberare risorse è la filosofia
che sta dietro all’ambizioso progetto di rilanciare
l’economia del territorio facendo leva sulla cultura.
Le premesse sembrano esserci, nei contenuti e nella forma:
i Castelli Romani si presentano come terreno di coltura
fecondo in tal senso al punto che sia la Regione Lazio che
la Provincia di Roma ne vogliono fare luogo di sperimentazione
di “buone pratiche”, contribuendo ad attivare
politiche che mettano a sistema le risorse locali favorendone
lo sviluppo.[...]
C’è uno studio portato avanti dalla
FILAS regionale e recentemente presentato a Villa Mondragone
che parla in tal senso e c’è un progetto
della Provincia di Roma che stimola le amministrazioni locali
a seguire un percorso analogo, proponendo fin da ora alcune
azioni prototipali finalizzate alla costruzione del distretto
culturale, su cui si possono cimentare gli attori locali,
fornendo contenuti originali e peculiari alle forme di programmazione
negoziata offerte agli enti e ai soggetti territoriali dalla
più recente normativa internazionale, nazionale e
regionale.
E ci sono gli attori locali che hanno detto
la loro in diverse occasioni di incontro e confronto con
Provincia e Regione e che hanno formalizzato le loro posizioni
attraverso documenti significativi che costituiscono, crediamo,
un tassello importante nel percorso avviato per la realizzazione
del distretto culturale dei Castelli Romani.
( tratto dall' articolo "Rete libera
tutti " vivavoce
settembre 2005)
Tutta la documentazione relativa a questa fase di avvio
del distretto culturale dei Castelli Romani è
raccolta qui di seguito:
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