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Cosa significa catalogare
Classificare una raccolta di oggetti o
di concetti significa collocare insieme in 'classi' quegli
oggetti e quei concetti che possiedono certe caratteristiche
comuni e separarne gli oggetti o concetti che non possiedono
tali caratteristiche. Per esempio possiamo classificare
una collezione di francobolli secondo i paesi d'emissione,
ognuno dei quali costituirà una classe separata:
i francobolli emessi dal Canada, dall'Italia, dal Giappone,
ecc. Oppure possiamo seguire altri principi come basi
di suddivisione: il colore, il formato, la forma, il soggetto
illustrato, o nel nostro caso, qualunque altra caratteristica
che abbia rilevanza per l'utilizzazione e la valutazione
di una specifica collezione.
CDD - Catalogazione decimale Dewey
La Classificazione decimale Dewey (in inglese
Dewey Decimal Classification) appartiene al tipo di classificazione
enciclopedica, cioè che deriva da un tentativo
filosofico di sistematizzare lo scibile umano: "intende
fornire un sistema per organizzare un universo di cose,
siano esse oggetti, concetti o registrazioni" . Fu
originariamente ideata nel 1873 per ordinare i libri e
il catalogo della biblioteca dell' Amherst College (Amherst,
Massachusetts) e pubblicata nel 1876 per un suo più
largo impiego nelle altre biblioteche.
Il termine "Dewey" nel suo nome corrente, si
riferisce a Melvil Dewey (1851-1931), che la ideò;
la seconda parola, "Decimale", si riferisce
alla notazione su base dieci, che questo sistema di classificazione
impiega per denotare soggetti e porli in relazione tra
loro, servendosi di numeri arabi, considerandoli numeri
decimali: perciò il suo nome è Classificazione
Decimale Dewey.
Vita e pensiero di Melvil Dewey
Dewey nacque il 10 dicembre 1851 ( il decimo
giorno del decimo mese, secondo l'antico calendario romano
di età repubblicana ), giorno ideale per il creatore
di una classificazione decimale. Di famiglia povera, viveva
in una cittadina nell' alto stato di New York. Inventò
il suo sistema di classificazione quando aveva ventun
anni e lavorava come studente-assistente nella biblioteca
dell' Amherst College.
A quei tempi la classificazione bibliotecaria comportava
la riclassificazione ogni volta che la raccolta cresceva
oltre la disponibilità di spazio negli scaffali,
poiché gli schemi di classificazione erano generalmente
legati alla collocazione fisica, e i bibliotecari dovevano
sempre sforzarsi di adattare i libri nuovi al loro posto.
I metodi di classificazione usati allora sono oggi conosciuti
come sistemi di "collocazione fissa". I libri,
secondo quei sistemi, venivano collocati secondo spazi
fisici e non secondo lo spazio concettuale di un sistema
di classificazione. Tutte le volte che la raccolta libraria
cresceva oltre la capacità degli scaffali, si dovevano
dispendiosamente riclassificare le collezioni. Inoltre
la collocazione fissa, fondata unicamente su caratteristiche
fisiche, non poteva funzionare tra edifici diversi perché
il numero della serie assegnare a un libro una notazione
valida da scaffale a scaffale, da magazzino a magazzino,
da edificio a edificio? Con questi interrogativi in mente
s' impegnò a trovare una soluzione, studiando gli
scrittori di biblioteconomia ( che a quei tempi significava
amministrazione e gestione dei servizi bibliotecari) e
visitando molte biblioteche.
Dewey pensò a questo problema giorno e notte. Poi,
come si narra, una mattina di maggio del 1873, mentre
era seduto nella cappella dell' Amherst College seguendo
le funzioni religiose, un' idea folgorante attraversò
la sua mente: "... la soluzione mi balenò
come un lampo, al punto che saltai sulla sedia e fui quasi
per gridare Eureka! Si raggiungeva l' assoluta semplicità
usando i più semplici simboli noti, i numeri arabi
impiegati come numeri decimali, con lo zero nel suo significato
ordinario, per numerare la classificazione di tutta la
conoscenza umana stampata" ..."
Dewey decise così di usare le frazioni decimali
per denotare i soggetti dei libri, scartando i numeri
ordinali interi rappresentanti posizioni nello spazio,
p. e., 1, 2, 3, 4, ... a rappresentare il primo, il secondo,
il terzo, il quarto libro acquisito dalla biblioteca in
un settore particolare. La sua invenzione della colllocazione
relativa rese possibile la crescita delle raccolte librarie
senza dover rinumerare i libri, poiché egli enumerava
i libri secondo il loro contenuto intellettuale e non
secondo la loro collocazione fisica: quest' ultima infatti
cambia, il primo mai.
Dewey divise così il mondo del sapere in dieci
classi principali, ciascuna classe in dieci divisioni
e ciascuna divisione in dieci sezioni, e così via
fino a raggiungere un punto in cui ulteriori ramificazioni
produrebbero soggetti di una tale specificità da
rendere improbabili opere che ne trattino. L' universo
della conoscenza è rappresentato in una gerarchia
che procede dai soggetti più ampi ai soggetti più
ristretti. Per il sistema di numerazione imopiegato in
una classificazione Dewey si servì dei numeri decimali
da 0 a 9 a qualsiasi livello di gerachia. Per esempio
3 rappresenta le scienze sociali, 34 rappresenta il diritto,
341 il diritto internazionale e così via. Ciascuna
cifra aggiuntiva rappresenta con maggior dettaglio il
contenuto del libro, collocandolo vicino ad altri libri
sullo stesso soggetto o su soggetti connessi. Ogni numero
si comporta come frazione decimale, fornendo un ordine
lineare per i soggetti della intera biblioteca, cioè
i numeri suddetti sarebbero realmente .3, .34, .341: fu
un' idea semplice e rivoluzionaria.
Il giorno 8 maggio 1873 Dewey sottopose il suo piano alla
commissione per la biblioteca dell' Amherst College, che
approvò l' applicazione del suo progetto sia alla
raccolta libraria sia al catalogo per soggetto classificato.
La sua opera creò una rivoluzione nella biblioteconomia
aprendo una nuova era alla professione bibliotecaria.
Melvil Dewey può essere chiamato, meritatamente,
padre della moderna professione bibliotecaria.
Morì per ictus il 26 dicembre 1931. Egli resta
insuperato nel mondo bibliotecario per la sua ingegnosità
e versatilità, per le sue visioni, e soprattutto
per aver portato grandi progetti bibliotecari a conclusione
e a fruizione con successo.
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